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Cos’è il coefficiente termico di un impianto fotovoltaico e perché incide sul rendimento

Cos’è il coefficiente termico di un impianto fotovoltaico e perché incide sul rendimento | SunPark

Tabella dei Contenuti

In questo articolo parleremo di…

  • Il calore elevato può ridurre l’efficienza dei pannelli fotovoltaici, nonostante l’abbondanza di sole; le celle in silicio, infatti, hanno una temperatura operativa ideale (circa 25°C) superata la quale l’efficienza inizia a calare, portando a una diminuzione della tensione e quindi della potenza generata dall’impianto;
  • Il coefficiente termico è un parametro essenziale presente nella scheda tecnica di ogni pannello, espresso in percentuale per grado Celsius (%/°C), e indica quanto la potenza massima del pannello si riduce per ogni grado oltre i 25°C; un valore più vicino allo zero, ad esempio -0,28%/°C, indica una maggiore resistenza del pannello all’aumento delle temperature, garantendo una migliore performance nei climi caldi;
  • Scegliere pannelli con un coefficiente termico più basso e garantire una corretta installazione con buona ventilazione sul retro dei moduli sono azioni fondamentali per mitigare l’impatto del calore e massimizzare la produzione energetica nel tempo; tecnologie avanzate come le celle a eterogiunzione (HJT) o TOPCon offrono coefficienti termici più vantaggiosi, rendendoli più adatti per i climi caldi.

Questo parametro tecnico, presente nei datasheet dei pannelli, misura la perdita percentuale di potenza oltre i 25°C ed è fondamentale per valutare la resa nei luoghi dove il caldo si fa sentire

L’energia solare è un investimento che fa bene al nostro portafoglio e al pianeta, soprattutto se funziona al meglio. Chi ha un impianto fotovoltaico spera sempre che produca al massimo delle sue capacità, regalandoci energia e risparmio per tutto l’anno; tuttavia il caldo intenso, proprio quello che associamo all’abbondanza di sole (e quindi di produzione), può paradossalmente ridurre l’efficienza energetica dei nostri pannelli fotovoltaici.

Esiste un parametro chiave per comprendere questo fenomeno: il coefficiente termico. Scopriamo insieme di cosa si tratta e perché è così importante per il rendimento di un sistema fotovoltaico.

Leggi anche: Come funziona un impianto fotovoltaico con batteria ad accumulo spiegato semplicemente

Nel cuore del pannello solare: le celle fotovoltaiche e il loro “amore-odio” con il calore

Al centro di ogni pannello fotovoltaico si trovano le celle, solitamente in silicio, che trasformano la luce solare in corrente elettrica continua grazie all’effetto fotovoltaico. Maggiore è l’irraggiamento solare, più energia viene prodotta. Oltre alla quantità di luce, anche la temperatura influisce sulle prestazioni delle celle. Ogni componente elettronico ha una temperatura operativa ideale e, superata una soglia — solitamente intorno ai 25 °C in condizioni di test — l’efficienza delle celle cala.

L’aumento della temperatura riduce la tensione generata, e poiché la potenza dipende dal prodotto tra tensione e corrente (P=V*I), anche una lieve diminuzione della tensione comporta una perdita di potenza, a parità di corrente. Pertanto, se da un lato il sole fornisce l’energia necessaria al funzionamento dei pannelli, dall’altro il surriscaldamento può comprometterne il rendimento.

Coefficiente termico fotovoltaico: immagine evocativa | SunPark

Decifriamo il coefficiente termico di un impianto fotovoltaico: un numero che parla chiaro

Il coefficiente termico è un parametro tecnico fondamentale indicato nella scheda prodotto (datasheet) di ogni pannello fotovoltaico. Il parametro più rilevante per valutare il rendimento è la potenza massima (Pmax): il coefficiente termico, espresso in percentuale per grado Celsius (%/°C), segnala la riduzione della potenza massima del pannello per ogni grado in più oltre i 25°C. Le Condizioni di Test Standard (STC) prendono in considerazione fattori come la temperatura della cella (25°C), l’irradiazione (1000 W/m²) e la massa d’aria (AM 1.5). Le STC permettono di confrontare in modo uniforme le prestazioni dei pannelli.

Il coefficiente termico di potenza è quasi sempre negativo. Per esempio, un valore di -0,35%/°C indica una perdita dello 0,35% della potenza per ogni grado sopra i 25°C. Un coefficiente più vicino allo zero, come -0,28%/°C, segnala un pannello meno influenzato dal calore, quindi più efficiente in condizioni elevate di temperatura.

L’impatto reale del coefficiente termico dell’impianto fotovoltaico: quanto perdiamo e come si manifesta?

Vediamo un esempio pratico. Consideriamo un pannello fotovoltaico da 400 Watt (Wp) con un coefficiente termico di potenza (Pmax) pari a -0,35%/°C. In estate, a causa del forte irraggiamento, la temperatura superficiale di un pannello installato su un tetto può facilmente raggiungere i 55-65°C, in base a colore del tetto, ventilazione e intensità solare. Se la temperatura della cella arriva a 55°C, la differenza rispetto ai 25°C delle STC è di 30°C. Per calcolare la perdita di potenza, dobbiamo dunque fare questo calcolo:

30°C × 0,35%/°C = 10,5%

In queste condizioni, il pannello produrrà circa 358 Watt anziché 400. Con 65°C, la differenza sale a 40°C e la perdita al 14%, riducendo la potenza a circa 344 Watt.

Queste perdite possono sembrare modeste, ma sommate su tutti i giorni caldi dell’anno, soprattutto nei mesi con maggiore irraggiamento, incidono in modo rilevante sulla produzione dell’impianto: di conseguenza, ne risentono il risparmio energetico e il ritorno dell’investimento.

Coefficiente termico fotovoltaico: immagine di esempio | SunPark

Coefficiente termico di un impianto fotovoltaico: più di un semplice numero

Capire come funziona il coefficiente termico può aiutare a scegliere in modo consapevole un impianto fotovoltaico, soprattutto in aree con estati lunghe e calde. Un pannello con un coefficiente più basso (cioè un valore negativo più vicino allo zero, come -0,28%/°C anziché -0,40%/°C) conserva maggiore efficienza anche con temperature elevate, garantendo così una produzione energetica più alta nel tempo. Per questo è importante leggere attentamente la scheda tecnica: oltre alla scelta del pannello, anche una corretta installazione può limitare l’effetto del calore.

Garantire una buona ventilazione sul retro dei moduli, lasciando spazio tra i pannelli e la superficie di montaggio, può aiutare a dissipare il calore e mantenere più basse le temperature delle celle. Anche il colore della superficie sottostante può avere un peso, seppur in misura minore. Inoltre, tecnologie di celle più avanzate, come quelle a eterogiunzione (HJT) o TOPCon, offrono coefficienti termici più favorevoli rispetto ai moduli PERC tradizionali, risultando particolarmente adatte ai climi caldi.

Leggi anche: Grandine e pannelli fotovoltaici: quanto possono resistere agli impatti?

Valutare il coefficiente termico per scegliere impianti più efficienti e adatti al clima

Il coefficiente termico è un parametro tecnico che merita attenzione, utile per capire meglio il funzionamento dell’impianto fotovoltaico e ottimizzarne il rendimento. Saperlo interpretare consente scelte più consapevoli, puntando su pannelli capaci di mantenere buone prestazioni anche con temperature elevate. Sebbene il calore possa alterare la produzione, va ricordato che i pannelli moderni sono progettati per affrontare diverse condizioni climatiche e restano una delle soluzioni più efficienti e convenienti per produrre energia pulita.

L’energia solare è una risorsa da sfruttare con intelligenza e consapevolezza. Se stai considerando l’installazione di un impianto fotovoltaico, noi di SunPark siamo pronti a guidarti verso la soluzione più adatta: contattaci subito per un preventivo.


Cos’è il coefficiente termico di un impianto fotovoltaico: domande frequenti

Cos’è il coefficiente termico di un pannello fotovoltaico e perché è importante?

Il coefficiente termico indica quanto si riduce la potenza massima di un pannello per ogni grado oltre i 25°C, la temperatura di riferimento delle Condizioni di Test Standard (STC). Espressa in percentuale per grado Celsius (%/°C), questa perdita è solitamente negativa. Ad esempio, -0,35%/°C significa che la potenza cala dello 0,35% per ogni grado sopra i 25°C. Più il valore è vicino allo zero, minore è l’impatto del calore e migliore la resa del pannello in climi caldi.

In che modo l’aumento della temperatura influisce sull’efficienza dei pannelli fotovoltaici?

Quando la temperatura delle celle supera i 25°C, la tensione generata diminuisce, riducendo la potenza prodotta. In estate, i pannelli possono arrivare a 55-65°C e perdere fino al 14% della potenza nominale, a seconda del coefficiente termico. Questa perdita, ripetuta nei giorni più caldi dell’anno, può incidere in modo significativo sulla produzione energetica annuale.

Come scegliere pannelli fotovoltaici più efficienti nei climi caldi?

Nei climi caldi conviene scegliere pannelli con un coefficiente termico più basso, cioè un valore negativo più vicino allo zero, come -0,28%/°C. Anche una buona ventilazione sul retro dei moduli aiuta a ridurre il calore. Inoltre, le tecnologie come HJT o TOPCon offrono prestazioni migliori rispetto ai moduli tradizionali, rendendole ideali per le alte temperature.

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