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Ombreggiamento fotovoltaico: quali problemi crea e come evitarli

Ombreggiamento fotovoltaico: quali problemi crea e come evitarli | SunPark

Tabella dei Contenuti

In questo articolo parleremo di…

  • L’ombreggiamento, anche se minimo, può compromettere in modo significativo la produzione di energia di un impianto fotovoltaico; questo accade perché le celle solari sono collegate in serie e, se una di esse smette di generare elettricità a causa dell’ombra, l’intero sistema può subire un calo drastico di efficienza. Inoltre, le celle in ombra possono comportarsi come resistenze, dissipando energia in calore e aumentando il rischio di surriscaldamento e danneggiamento dei pannelli;
  • Esistono diverse tipologie di ombreggiamento, ciascuna con un impatto differente sull’impianto: l’ombreggiamento fisso è causato da edifici, pali della luce o strutture permanenti e può essere previsto già in fase di progettazione, mentre quello mobile è generato da elementi in movimento come rami mossi dal vento o sporco accumulato sui pannelli. Anche gli alberi possono rappresentare un problema nel lungo periodo, poiché la loro crescita può progressivamente ridurre l’esposizione solare dei moduli fotovoltaici;
  • Per mitigare l’ombreggiamento è essenziale adottare strategie mirate, tra cui una progettazione attenta che valuti l’orientamento ottimale dei pannelli e l’uso di tecnologie avanzate come ottimizzatori di potenza e microinverter, in grado di ridurre l’impatto delle ombre parziali. Inoltre, una manutenzione regolare, che includa la potatura degli alberi e la pulizia dei pannelli, è fondamentale per mantenere alte le prestazioni dell’impianto e garantire un ritorno economico soddisfacente nel lungo periodo.

Dai cali di produzione alla formazione di hot spot, le ombre sui pannelli solari possono avere effetti negativi imprevisti: con una corretta progettazione e soluzioni tecnologiche avanzate, il problema può essere ridotto o eliminato

Immagina di avere un giardino verde e rigoglioso, che però proietta ombre sul tuo impianto fotovoltaico… Un vero peccato, non trovi?
L’ombreggiamento, anche il più piccolo e insignificante, può causare qualche problema al tuo impianto fotovoltaico vanificando, almeno in parte, la produzione energetica. L’ombreggiamento non è però un problema irrisolvibile: con le giuste strategie e un pizzico di attenzione, puoi proteggere il tuo impianto solare dalle insidie dell’ombra e massimizzare la produzione di energia pulita e gratuita.

Leggi anche: Cosa succede ai pannelli fotovoltaici in inverno? Produzione, limiti e soluzioni

Perché l’ombreggiamento è un problema per il fotovoltaico? L’effetto “freno a mano” sull’energia solare

Chiariamo subito un punto: perché l’ombreggiamento è un problema così serio per un impianto fotovoltaico? Il problema è che anche una piccola zona d’ombra può avere un impatto negativo sulla produzione di energia dell’intero impianto, agendo come un “freno a mano” che ne rallenta le prestazioni.

Per capirlo meglio, ricordiamo brevemente come funziona un pannello solare: ogni modulo è composto da numerose celle fotovoltaiche, piccole unità in silicio che generano corrente elettrica quando “colpite” dalla luce solare. Le celle sono collegate in serie, in”stringhe”, all’interno del pannello. Se una parte, anche minima, del pannello viene oscurata, le celle in ombra smettono di produrre energia e, peggio ancora, ostacolano il flusso di corrente delle celle illuminate. L’effetto si ripercuote su tutta la stringa, compromettendo la produzione e l’efficienza dell’impianto fotovoltaico. Ecco perché l’ombreggiamento non va mai sottovalutato e deve essere gestito con attenzione.

Tipi di ombreggiamento e le “fonti” più comuni: alberi, edifici, ostacoli imprevisti

Diciamo che, in linea di massima, possiamo avere un ombreggiamento totale e un ombreggiamento parziale. Il primo si verifica quando un pannello è completamente oscurato, un evento raro a meno che non ci siano ostacoli molto grandi e vicini. L’ombreggiamento totale blocca del tutto la produzione di energia. L’ombreggiamento parziale, invece, è molto più comune e insidioso: anche una piccola ombra può ridurre significativamente la resa del pannello, influenzando l’intero impianto.

L’ombreggiamento può essere anche fisso o mobile: quello fisso è causato da edifici, alberi maturi, pali della luce o strutture dello stesso edificio, e può essere previsto già in fase di progettazione. L’ombreggiamento mobile, invece, varia nel tempo e può essere generato da rami mossi dal vento, antenne che cambiano posizione, impalcature temporanee o persino da foglie e sporco accumulati sui pannelli.

Gli alberi, anche se distanti, possono proiettare ombre estese, specialmente al mattino e al tramonto. Inoltre, la vegetazione cresce nel tempo, quindi un albero che oggi non crea problemi potrebbe ridurre la resa dell’impianto in futuro. Anche gli edifici vicini possono rappresentare un ostacolo fastidioso, soprattutto nelle zone urbane dense e nei centri storici, dove le possibilità di intervento per ridurre l’ombreggiamento sono limitate.

Pali della luce e linee elettriche aeree possono anch’essi creare ombre fastidiose, soprattutto nelle ore centrali della giornata. È fondamentale considerare la loro posizione già in fase di progettazione dell’impianto. Per limitare l’impatto di antenne, parabole e lucernari, è importante valutare dove posizionare i pannelli e, se possibile, modificare la disposizione degli elementi che creano le ombre più problematiche.

Immagine evocativa ombreggiamento fotovoltaico | SunPark

Le conseguenze negative dell’ombreggiamento: calo di produzione, hot spot e danni a lungo termine

Ma quali sono, in concreto, le conseguenze negative dell’ombreggiamento per un impianto fotovoltaico? Oltre alla già citata riduzione della produzione di energia, l’ombreggiamento, soprattutto se persistente e significativo, può causare anche altri problemi, alcuni dei quali potenzialmente dannosi per l’integrità e la durata nel tempo dell’impianto stesso.

La conseguenza più ovvia e immediata dell’ombreggiamento è, senza dubbio, la riduzione della produzione di energia. La percentuale di riduzione della produzione dovuta all’ombreggiamento può variare a seconda dell’entità e della durata dell’ombra, del tipo di pannelli solari utilizzati, e della configurazione dell’impianto. Studi e analisi sul campo hanno dimostrato che anche un ombreggiamento parziale relativamente contenuto, ad esempio il 10-20% della superficie dei pannelli, può causare una perdita di produzione di energia anche superiore al 50% in determinate ore della giornata, con un impatto significativo sul bilancio energetico annuale dell’impianto. È quindi fondamentale tenere presente che l’ombreggiamento non è un problema da sottovalutare.

Un’altra conseguenza negativa, spesso meno conosciuta ma potenzialmente molto dannosa, è la formazione dei cosiddetti “hot spot” sui pannelli solari. Gli hot spot sono zone localizzate di surriscaldamento eccessivo all’interno del pannello, che si verificano in corrispondenza delle celle solari che si trovano in ombra parziale. Quando una parte del pannello viene oscurata, le celle in ombra iniziano a comportarsi come una resistenza, dissipando l’energia elettrica prodotta dalle celle illuminate sotto forma di calore: questo fenomeno può portare a un aumento eccessivo della temperatura in corrispondenza delle celle in ombra, creando appunto gli hot spot.

Le alte temperature prolungate possono danneggiare le celle solari, compromettendone le prestazioni; nei casi più gravi, si possono verificare guasti permanenti al pannello, come la formazione di crepe, la delaminazione dei materiali, persino rischi di incendio. La formazione di hot spot è un problema particolarmente insidioso perché spesso non è subito visibile ad occhio nudo, e i danni che provoca possono manifestarsi nel tempo.

Infine, è importante sottolineare che la riduzione della produzione di energia e il rischio di danni ai pannelli solari causati dall’ombreggiamento si possono tradurre in un impatto negativo sul ritorno economico dell’investimento. Un impianto fotovoltaico che produce meno energia del previsto a causa dell’ombreggiamento genererà minori risparmi in bolletta e minori guadagni derivanti dalla vendita dell’energia in eccesso, allungando di conseguenza i tempi necessari per rientrare dell’investimento iniziale e riducendo la redditività complessiva dell’impianto nel lungo periodo. È quindi evidente che l’ombreggiamento rappresenta un fattore critico da tenere in massima considerazione per chiunque voglia investire nel fotovoltaico.

Ombreggiamento fotovoltaico causato da alberi | SunPark

Come evitare e mitigare l’ombreggiamento: la “strategia anti-ombra” per un impianto al top

Per ridurre o eliminare l’ombreggiamento è fondamentale adottare strategie mirate già in fase di progettazione e installazione, oltre a pianificare per tempo la manutenzione dell’impianto fotovoltaico.

Il primo passo è fare un’analisi preliminare accurata del sito di installazione, valutando le fonti di ombreggiamento presenti e potenziali. È consigliato effettuare un sopralluogo in diverse ore e stagioni dell’anno, oltre a utilizzare software di simulazione per mappare le zone più soleggiate. Una valutazione accurata aiuta a scegliere la posizione, l’orientamento e l’inclinazione ottimali dei pannelli solari, evitando aree soggette a ombreggiamento, soprattutto nelle ore centrali della giornata. L’orientamento ideale è generalmente verso sud, con un’inclinazione di 30-35 gradi, ma in presenza di ombreggiamenti si potrebbe dover fare qualche compromesso per privilegiare le zone più esposte al sole.

Se la causa dell’ombreggiamento sono alberi o vegetazione, una possibile soluzione è la potatura periodica dei rami che creano ombra sui pannelli, evitando così cali di produzione. Se necessario e permesso dalle normative locali, si può valutare anche la rimozione degli ostacoli, sempre con attenzione all’impatto ambientale.

Per impianti soggetti a ombreggiamento parziale, l’uso di tecnologie avanzate può ridurre le perdite di efficienza. Gli ottimizzatori di potenza permettono a ogni pannello di funzionare indipendentemente, massimizzando la produzione nonostante l’ombra. I microinverter, invece, convertono la corrente direttamente sul tetto, eliminando il problema dell’ombreggiamento parziale che penalizza le stringhe tradizionali. Sebbene queste soluzioni siano più costose degli inverter di stringa, possono aumentare la resa dell’impianto e compensare l’investimento nel lungo periodo.

Infine, la manutenzione ordinaria e la pulizia periodica dei pannelli possono evitare l’ombreggiamento causato da polvere, smog, foglie o deiezioni di volatili. Pulire i pannelli almeno una o due volte all’anno, soprattutto in zone polverose, ne preserva l’efficienza. Anche la rimozione di vegetazione rampicante è una buona pratica per prevenire ombreggiamenti e garantire prestazioni ottimali nel tempo.

Leggi anche: Tecnologie di accumulo energetico: quali sono le più diffuse?

Ombreggiamento zero problemi: energia solare al massimo

L’ombreggiamento fotovoltaico può ridurre la produzione di energia del tuo impianto e compromettere la redditività dell’investimento. Anche piccole zone d’ombra possono causare perdite rilevanti, danneggiare i pannelli nel tempo e limitare il rendimento complessivo. Tuttavia, con una strategia anti-ombra ben studiata e qualche accorgimento, è possibile evitare o ridurre al minimo il problema, assicurando al tuo impianto un’efficienza ottimale nel lungo periodo.

È fondamentale valutare attentamente l’ombreggiamento in fase di progettazione, scegliere la posizione e l’orientamento più soleggiati, rimuovere o potare ostacoli naturali o architettonici e, se necessario, utilizzare ottimizzatori di potenza o microinverter per ridurre le perdite nei casi di ombreggiamento parziale. Inoltre, una manutenzione regolare e la pulizia dei pannelli evitano che polvere e detriti impediscano l’assorbimento della luce solare.

Seguendo questi accorgimenti, potrai eliminare l’ombreggiamento e ottimizzare la produzione di energia.

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Ombreggiamento fotovoltaico: domande frequenti

Come influisce l’ombreggiamento sui pannelli fotovoltaici?

L’ombreggiamento, anche se parziale, può avere un impatto significativo sulla produzione di energia di un impianto fotovoltaico. Le celle solari all’interno di un pannello sono collegate in serie: se una parte del modulo è oscurata, le celle in ombra smettono di generare elettricità e possono ridurre il flusso di corrente dell’intero sistema, causando un calo di produzione anche superiore al 50%. Inoltre, le celle ombreggiate possono comportarsi come resistenze, dissipando energia sotto forma di calore e aumentando il rischio di danni permanenti ai pannelli.

Quali sono le principali cause di ombreggiamento in un impianto fotovoltaico?

Le principali fonti di ombreggiamento sono alberi, edifici vicini, pali della luce, antenne e strutture sul tetto, come camini e lucernari. L’ombreggiamento può essere fisso, quando è causato da ostacoli strutturali, oppure mobile, quando varia nel tempo a causa del movimento del sole o di elementi temporanei come impalcature e rami mossi dal vento. Anche l’accumulo di sporco, foglie o neve sui pannelli può ridurre l’assorbimento della luce solare, limitando l’efficienza dell’impianto.

Come si può prevenire o ridurre l’ombreggiamento sui pannelli solari?

Per minimizzare l’ombreggiamento, è fondamentale scegliere attentamente la posizione e l’orientamento dei pannelli già in fase di progettazione, evitando aree soggette a ombre persistenti. La potatura degli alberi e la rimozione di ostacoli, quando possibile, possono migliorare l’esposizione solare. Tecnologie avanzate come gli ottimizzatori di potenza e i microinverter permettono di ridurre le perdite nei sistemi soggetti a ombreggiamento parziale, migliorando la resa complessiva. Infine, una manutenzione regolare, inclusa la pulizia periodica dei pannelli, aiuta a garantire prestazioni ottimali nel tempo.

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